Questo ottobre non smette di regalare interessanti novità al mondo degli smartphone, e quelle presentate oggi sono probabilmente tra le più succulente dell’anno. Nel corso di un evento globale tenutosi a Londra ma anticipato da indiscrezioni e anticipazioni, Huawei ha presentato i suoi ultimi due smartphone dedicati ai professionisti, Huawei Mate 20 e Mate 20 Pro: dispositivi di fascia alta che si posizionano ancora più in alto rispetto ai già apprezzati Huawei P20 Pro presentati all’inizio dell’anno.

La principale innovazione alla base dei due dispositivi è il chip Kirin 980: presentato a settembre come il primo chip realizzato processo produttivo a 7 nanometri (il primo ad arrivare però è stato l’Apple A12), il nuovo processore promette velocità di connessione fino a 1,4 gbps e supporto alla veloce ram da 2133 mHz, ma soprattutto incorpora una doppia unità di elaborazioe neurale che dovrebbe rendere le operazioni di machine learning del dispositivo più veloci e meno dispendiose in termini di consumo energetico.
I vantaggi si osserveranno principalmente negli ambiti della fotografia e della ripresa di video — il riconoscimento delle immagini in tempo reale potrà distinguere i singoli particolari nelle foto, anziché solamente i loro contorni, e applicare effetti più precisi e spettacolari sia alle immagini che ai video — ma la società promette prestazioni ed efficienza migliorati su tutta la linea.

Per il resto però Mate 20 Pro è quasi un altro telefono rispetto al fratello.
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Il gadget protagonista assoluto della presentazione è un elegante telefono in vetro e metallo da 157,8 x 72,3 x 8,6 millimetri basato su un display da 6,39 pollici e 3120 x 1440 pixel di risoluzione, con rapporto d’immagine di 19,5:9 e una doppia curvatura sui lati che lo rende simile agli schermi a bordo dei dispositivi Galaxy S.
La differenza è che in alto trova posto l’ormai consueto notch di casa Huawei, con una fotocamera frontale da 24 Mpixel che però su Mate 20 Pro è corredata da un sensore e un proiettore infrarossi e permette non solo di riconoscere in 3D il volto del proprietario ma anche di scannerizzare oggetti comuni, trasformarli in modelli da animare secondo azioni automatiche e riutilizzarli nelle foto come elementi di realtà aumentata.

Inoltre, sotto allo strato del display è presente un sensore per le impronte digitali realizzato con tecnologia dynamic pressure sensing, che rende possibile sbloccare il telefono in modo sicuro semplicemente toccando con il polpastrello la parte inferiore dello schermo.

La tripla fotocamera è leggermente diversa rispetto a quella impiegata sul cugino P20 Pro. Il sensore principale resta da 40 Mpixel e corredato da un obbiettivo f/1,8, mentre i due secondari sono invece una unità da 8 Mpixel con obbiettivo zoom 3x f/2,4 stabilizzato otticamente e — al posto del sensore in bianco e nero — un sensore da 20 Mpixel con grandangolo f/2,2. Migliorano anche gli algoritmi di intelligenza artificiale che tengono insieme l’esperienza di scatto e di ripresa dei video (grazie anche alla potenza in più messa a disposizione dalla doppia unità di elaborazione neurale), che stando a Huawei saranno in grado di riconoscere fino a 10 diversi elementi all’interno di una singola immagine e di ottimizzare i parametri di scatto e la post produzione automatica per ciascuno.

Lato video, sul telefono sono presenti una modalità di ripresa in 21:9, un sistema di color grading simile a quello messo in campo da Lg sui suoi telefoni della gamma V e per la prima volta una serie di effetti avanzati in tempo reale che sfruttano proprio il machine learning del dispositivo, come un filtro colore basato sui contorni delle persone.

A entusiasmare chi con lo smartphone ci lavora saranno anche le novità relative all’autonomia: a bordo di Mate 20 Pro è infatti presente una batteria da ben 4200 mAh che impiega appena 30 minuti per arrivare al 70%, quando rifocillata con un sistema di ricarica rapida Huawei come quello incluso nella confezione. Ma non è tutto: il dispositivo si ricarica via wireless a 15W a una velocità che stando a Huawei è del 140% rispetto a quella di ricarica di iPhone Xs Max via cavo, e si può anche utilizzare per caricare senza fili altri dispositivi compatibili, come i telefoni di amici o colleghi. A queste chicche si aggiunge la consueta e completa dotazione dei migliori dispositivi Huawei, comprensiva di doppio slot sim, slot di memoria in formato nano (incompatibile quindi con le microsd) e impermeabilità all’acqua, e per la prima volta uno speaker stereo nascosto nella capsula auricolare e nella presa usb-c, per un prodotto che si candida a degno avversario di tutti i migliori smartphone usciti in questa caldissima seconda metà dell’anno, da Galaxy Note 9 a iPhone Xs Max passando per Pixel 3 XL e Oppo Find X.

Tanto che la versione standard di Mate 20, per quanto interessante, è chiaramente pensata per un pubblico meno determinato ad avere il meglio sulla piazza. Se il chip e il software a bordo restano il potente Kirin 980 e Android Pie condito dalla Emui 9,0, molti dei dettagli cambiano: la scocca è pù ingombrante e misura 158,2 x 77,2 x 8,3 millimetri; il display da 6,53 pollici è un lcd con un notch a goccia che ospita una singola fotocamera da 24 Mpixel; il quantitativo di ram è di 4 gb anziché di 6, la protezione dall’acqua sparisce; la batteria è da 4000 mAh il lettore di impronte digitali è posto sul retro del dispositivo e le fotocamere diminuiscono di risoluzione passando a 12, 8 e 16 Mpixel. Nel cambio, gli utenti guadagnano uno slot per jack audio da 3,5 millimetri.

Come molti dei dettagli sui dispositivi, anche il loro costo finale era trapelato nelle ore precedenti il lancio; dato però che si tratta di prezzi forti vale la pena ricapitolarli: Huawei Mate 20 sarà disponibile dal 26 ottobre nelle colorazioni Black, Midnight Blue e Twilight a partire da 799 euro; il più lussuoso Mate 20 Pro aggiunge alla gamma cromatica anche la versione Emerald Green e partirà da ben 1099 euro.
Un ulteriore modello mostrato è quello ormai classico creato in collaborazione con Porsche Design; si chiama Huawei Mate 20 RS, vanta finiture in pelle, 256 (o 512) gb di memoria e 8 gb di ram e costerà ancora di più, 1659 euro.

Infine l’ultima, esagerata versione di Huawei Mate 20 presentata nel corso dell’evento si chiama Huawei Mate 20X ed è dedicata ai videogiocatori: ha un gargantuesco display da 7,2 pollici, batteria da 5000 mAh, sistema di raffreddamento a camera di vapore e un pennino incluso, ma probabilmente in Italia non arriverà mai.